disoccupazione giovanile

QUASI LAUREATI, COSA SUCCEDE DOPO ?

“L’estate sta finendo e un anno se ne va, sto diventando grande lo sai che non mi va”,

suonava il tormentone dell’estate ’85 che mai come oggi ci sembra così attuale.

Sono tanti infatti i laureandi che, assopiti sotto l’ombrellone a gustarsi gli ultimi giorni di vacanza, consumano gli smartphone alla ricerca di opportunità lavorative post laurea.

“ATTENZIONE, QUESTA RIFLESSIONE NON HA UN LIETO FINE MA SOLO TANTI PUNTI DI DOMANDA. SEI FACILMENTE CONDIZIONABILE? NON LEGGERE”

Dov’eravamo rimasti? Ah sì, stavamo per scoprire cosa hanno trovato i nostri colleghi della generazione Y, anche conosciuti come Millennials.

(Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, per Millennials si intende la generazione nata tra il 1979 ed il 2000, caratterizzata da una particolare affinità con media e tecnologie digitali)

I Millennials siamo noi, i figli di una recessione globale caratterizzata da livelli record di disoccupazione giovanile, cicli economici in rapido mutamento e domanda crescente di nuove abilità per le quali non siamo stati preparati.

Immaginaci come interpreti di un ruolo in un gioco che nessuno ha mai giocato. Sappiamo che abbiamo un obiettivo ma la via per raggiungerlo è ancora tutta da tracciare e gli indizi a nostro supporto sono pochi e scoraggianti.

Il primo è senza dubbio il tasso di disoccupazione giovanile. I dati registrati dall’ISTAT nel mese di maggio 2017 parlano del 34,1 % , con i NEET (Not in education, employment or training) che ammontano al 19,9% (la media europea viaggia sull’ 11,5%). Praticamente, tra i ragazzi tra i 18 ed i 30 anni, 1/3 non è occupato ed 1/5 sta letteralmente a casa a non fare nulla!

Un altro indizio riguarda il reddito auspicato. Secondo il rapporto del Censis siamo la prima generazione in cui i figli vivranno condizioni peggiori di quelle a cui sono stati abituati dai propri genitori. Nel confronto con venticinque anni fa, rispetto ai loro coetanei di allora, gli attuali giovani hanno un reddito inferiore del 26,5% (periodo 1991-2014).

Il Censis definisce questo scenario “ko economico dei millennial” ed i risultati non tarderanno a farsi vedere.

Sei nato tra il ’79 ed il 2000 ? Il tuo reddito è/sarà inferiore del 15,1% rispetto alla media dei cittadini.

Pensi di metter su famiglia? La ricchezza familiare prevista, per i nuclei under 35, è quasi la metà della media (-41,2%), quindi dovrai abituarti a crescere i tuoi figli con la metà delle risorse di cui i tuoi genitori hanno beneficiato per crescere te.

Gli ultimi due indizi da prendere in considerazione sono ore lavorative e soddisfazione.

La maggior parte dei millennial sa che lavorerà più a lungo delle generazioni che li ha preceduti. A livello mondiale, più della metà prevede di lavorare fin dopo i 65 anni di età. Il 27% prevede di lavorare anche oltre i 70 anni e il 12% dichiara che probabilmente lavorerà fino alla morte.

Confucio diceva :

“Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”

Ma quanti sono i giovani così fortunati da amare il proprio lavoro? Purtroppo molto pochi.

Secondo Millionaire.it i giovani occupati sembrano non essere per niente soddisfatti di ciò che fanno ed in particolare il 29% di loro è scontento dell’attuale lavoro, il 44% è scontento della retribuzione inadeguata mentre addirittura 2 su 3 programmano addirittura di cambiare occupazione.

Dunque, secondo quanto appreso, questo folle gioco che siamo chiamati ad intraprendere non conosce regole ma solo piccoli indizi. Astenersi non è possibile e temporeggiare non è intelligente.

Lo scenario non è dei migliori ma la conoscenza sta alla base della programmazione e la programmazione è la chiave per il successo.

La nostra generazione dovrebbe fermarsi un attimo, chiudere Instagram e chiedersi :” COSA VOGLIO DALLA MIA VITA?”

Hai le idee chiare? Comincia a pianificare una strategia per raggiungere nel minor tempo possibile gli obiettivi che ti seiprefissato.

Preferisci non pensarci? Liberissimo di farlo, d’altronde come dice Lorenzo (che è Magnifico non a caso XD):

“Quant’è bella giovinezza,

che si fugge tuttavia!

chi vuol esser lieto, sia:

di doman non c’è certezza”

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