Molti membri della community ci chiedono cosa sono gli incubatori e gli acceleratori di impresa e quali sono le principali differenze.

Partiamo da qualcosa che hanno in comune: Incubatori ed Acceleratori sono organizzazioni che supportano la crescita delle startup nelle fasi iniziali (early stage).

INCUBATORI

Gli incubatori agiscono in una fase embrionale di sviluppo dell’idea, nella cosiddetta fase di “Idea Validation”. Ovvero quando la startup non è altro che un’idea, spesso senza team, senza prodotto e senza validazione di mercato.

Gli incubatori supportano le startup fornendo loro servizi necessari a compiere il primo passo nel settore ignoto dell’innovazione, all’inizio del proprio cammino.

I principali servizi che offrono gli incubatori sono:

  • Affitto spazi di lavoro (co-working)
  • Mentorship e consulenze specifiche, ad esempio in ambito legale o fiscale
  • Formazione

Non è detto che un incubatore offra tutti i servizi, ci sono incubatori di startup che si focalizzano su un servizio specifico ed altri che sono più trasversali.

Nascono spesso nei pressi delle università, spesso sono organizzazioni pubbliche o comunque collegate all’università. Tra questi per esempio il PoliHub, all’interno del Politecnico di Milano, o i3P all’interno del Politecnico di Torino.

In qualche modo anche Peekaboo nasce come incubatore universitario, visto che la nostra storia ci vede partire all’interno del Campus X dell’Università di Roma Tor Vergata. Nasce come un incubatore perché il servizio con cui supportiamo le startup a crescere è il Lean Startup Program, che di fatto è un programma di formazione.

Tra gli incubatori però, ce ne sono molti anche privati. Il loro “business model” consiste proprio nella vendita di servizi alle startup. Non chiedono in cambio quote (equity) della startup.

In Italia è presente anche un elenco degli “Incubatori Certificati”, anche se questo elenco è stato spesso criticato (al pari di quello delle startup innovative), per i requisiti necessari a richiedere la certificazione. E’ possibile consultare l’elenco degli incubatori certificati qui.

Incubatori e Acceleratori

ACCELERATORI

Gli acceleratori operano in una fase successiva rispetto agli incubatori, ovvero quando la startup ha raggiunto già una validazione di mercato, anche se minima.

Questo perché gli acceleratori sono dei veri e propri investitori professionali in startup. Non investono in idee, ma in startup validate sul mercato.

Per darvi un’idea più precisa, tra i criteri di selezione più comuni per gli acceleratori ci sono:

  • Team: (disposto a lavorare full time sull’idea)
  • MVP: prodotto/servizio utilizzato per generare metriche di mercato;
  • Traction: metriche di mercato (es: fatturato, utenti attivi, etc..)

Se non avete queste tre cose, è inutile perdere tempo ad applicare ad un acceleratore. Utilizzate il vostro tempo piuttosto nel completare il team, sviluppare un MVP e validare sul mercato la soluzione.

Il modello degli acceleratori di startup nasce nel 2005 con Y Combinator, il primo acceleratore del mondo e ad oggi anche il migliore. Da Y Combinator sono nate startup che tutte conosciamo come ad esempio: AirBnB, Dropbox, Stripe.

Il modello di Y Combinator è semplice: si selezionano 60-70 startup ogni batch (programma di accelerazione) due volte l’anno.

L’investimento ammonta a 150 K$ in cambio del 7% della società con lo strumento del Convertible Note. Senza entrare in dettagli di tipo tecnico, basterà una semplice divisione matematica per comprendere che il valore della startup nel momento in cui Y Combinator decide di investire deve essere superiore ad 1,5 milioni di dollari (per questo non basta un’idea, ma occorre un team coinvolto full time, un MVP e metriche di mercato).

Considerate che essere selezionati da Y Combinator è difficilissimo, visto che per ogni batch ci sono decine di migliaia di application (le probabilità di passare sono di 1 su 1.000 come ordine di grandezza).

Per questo, il solo fatto di essere stati selezionati da Y Combinator fa aumentare il valore della startup.

Lo scopo di Y Combinator, come quello di tutti gli acceleratori di startup e più in generale come tutti gli investitori di startup, è quello di ottenere un multiplo sul capitale investito nel giro del minor tempo possibile (in media qualche anno).

E’ un investimento ad alto rischio, visto che la probabilità di fallimento delle startup si aggira sul 90%.

Durante il programma di accelerazione (che nel caso di Y Combinator dura 3 mesi), i founder della startup lavorano senza sosta per far crescere il più possibile la metrica di mercato principale (lo standard è 5-7% di crescita settimanale), con la conseguenza di far crescere anche il valore della startup stessa.

I founder possono confrontarsi e ricevere la mentorship (consigli) di imprenditori di successo delle precedenti edizioni, piuttosto che top manager di aziende del calibro di Google, Facebook, Apple, Tesla, etc..

I programmi di accelerazione si concludono con un evento di presentazione delle migliori startup del programma agli investitori, al fine di consentire alle startup di raccogliere il capitale necessario per sostenere le fasi successive di crescita. Di seguito un video di TechCrunch che racconta uno degli ultimi Demo Day di Y Combinator.

Giusto per darvi un’idea dei risultati raggiunti da Y Combinator, vi condivido un link ad un articolo che riporta la valutazione attuale delle migliori startup uscite da questo acceleratore di startup.

Il grande successo di Y Combinator ha fatto sì che il modello degli acceleratori di startup si diffondesse rapidamente in tutto il mondo. In Italia il principale acceleratore di startup è Luiss Enlabs, che ha un modello simile a quello di Y Combinator, anche se dei fondi ricevuti una parte sono destinati a finanziare il programma di mentorship e gli spazi per le startup (per i puristi viene considerato un modello ibrido incubatore-acceleratore).

Alcune delle startup che hanno svolto il programma di incubazione in Peekaboo grazie al Lean Startup Program, sono poi state accelerate da Luiss Enlabs. Tra queste UX Go di Federico Rosati e Keiron di Renzo Carriero.

DA INCUBATORE AD ACCELERATORE: LA STORIA DI PLUG AND PLAY

Per concludere, vi racconto una storia che ho appreso in Silicon Valley e che ha davvero dell’incredibile: la storia della nascita del più grande acceleratore di startup Btb (Business to Business) nel mondo, Plug & Play.

Plug and Play nasce come un vero e proprio incubatore. In particolare, era il luogo scelto dai fondatori di Google (poco dopo anche dai fondatori di Paypal) per far crescere la propria startup, visto che si trovava a Sunnyvale a pochi km da Stanford.

La curiosità è questa: all’epoca i fondatori di Google non avevano i soldi per pagare uno spazio di lavoro (come succede sempre alle startup). Il fondatore Saeed Amidi allora fece loro la proposta di pagare l’affitto in parte con soldi ed in parte con l’equity della startup. Ci aveva visto lungo ed in quel momento stava dando vita a quello che in pochi anni sarebbe diventato uno dei principali acceleratori della Silicon Valley.

Spero che l’articolo abbia raggiunto l’obiettivo di chiarire cosa sono gli Incubatori e gli Acceleatori di startup e quali sono le loro principali differenze.

A presto per altre tips in Peekaboo Community.

Paolo