Dal 3 di giugno è iniziata la terza fase di convivenza con il coronavirus. Da qualche mese a questa parte, ogni discussione gira intorno al Covid-19. Mi ricordo quando neanche troppo tempo fa sul tema si scherzava, pensavamo che da noi non sarebbe mai arrivato, e che anche se fosse non sarebbe stato più grave di una brutta influenza.

Dall’inizio di questa pandemia abbiamo passato mesi segregati in casa, lontani da famiglia ed affetti, consumati dalla paura e dall’incertezza. Qualcuno ci aveva avvisato, ma non lo abbiamo ascoltato. Altri paesi hanno iniziato a combattere prima di noi, ma non siamo stati capaci di replicarne la strategia.

Ora sembra che le cose vadano meglio e c’è tanta voglia di ripartire e ricominciare, ma ci stiamo seriamente domandando COME ripartire e COME affrontare questa terza fase?

Le misure messe in campo dal governo dall’inizio di maggio lasciano spazio ancora a tanti dubbi. Voglio quindi condividere con voi quello che ha fatto la Cina per isolare, indebolire ed infine debellare il virus che le è scoppiato in casa.

Nuove tecnologie introdotte 

La riapertura è iniziata in Cina ormai qualche mese fa e noi oggi ci troviamo a dover pensare a come affrontarla In Cina si è ha visto l’impiego di tecnologie e risorse nuove mirate a ridurre i contatti tra individui e  monitorare il comportamento della popolazione per poter convivere al meglio con il coronavirus. In Italia non abbiamo ancora implementato tecnologie mirate ad assicurare che la riapertura sia accompagnata da una diminuzione di casi positivi e un’assenza di nuovi picchi.

Nuove tecnologie in campo: Positioning tech

Il periodo di riapertura in Cina ha visto scendere in campo tecnologia e innovazione come Positioning tech. A Ruichang, nella provincia di Jiangxi, le forze di polizia utilizzano i droni abilitati BeiDou per monitorare le aree pubbliche congestionate. Il Ministero dei Trasporti cinese è stato in grado di inviare rapidamente messaggi di emergenza a oltre 6 milioni di veicoli collegati con BeiDou. 

Nuove tecnologie in campo: Satellite monitoring

I satelliti sono una tra le tecnologie che esiste da più anni. Recentemente è stata però combinata a tecnologie di AI per fronteggiare il coronavirus. L’Università di Scienze e Tecnologie Elettroniche della Cina (UESTC) in collaborazione con ADA-Space ha sviluppato TFSTAR, un satellite AI di seconda generazione in grado di effettuare potenti analisi ed elaborazioni per setacciare gigantesche quantità di dati. Questa tecnologia è stata utilizzata per creare una mappa interattiva del COVID-19 mediante cui è possibile vedere la portata geografica del virus e la distanza tra le zone in cui l’infezione è attiva e quelle momentaneamente sicure.

Nuove tecnologie in campo: Robotics 

Dalla preparazione dei pasti negli ospedali, al doppio ruolo di camerieri nei ristoranti, dalla spruzzatura di disinfettanti alla distribuzione di riso e all’erogazione di disinfettanti per le mani, i robot sono una delle tecnologie usate in prima linea per prevenire la diffusione del coronavirus. In molti ospedali, i robot eseguivano anche diagnosi e producevano immagini termiche. L’azienda Multicopter di Shenzhen, con sede a Shenzhen, sta utilizzando i robot per il trasporto di campioni medici.

Nuove tecnologie in campo: Sensors and apps

Sono più di 200 le città cinesi che utilizzano questa nuovo connubio di tecnologie.

Utilizzando la sua sofisticata ed espansiva rete di sorveglianza per il bene pubblico, il governo cinese ha stretto le mani ai giganti della tecnologia come Alibaba e Tencent per sviluppare un sistema di classificazione sanitaria codificato a colori che sta monitorando milioni di persone ogni giorno. L’applicazione per smartphone, distribuita per la prima volta a Hangzhou grazie alla collaborazione con Alibaba, assegna tre colori alle persone – verde, giallo e rosso – sulla base dei loro viaggi e delle loro storie mediche. In base al codice colore si decide se una persona deve essere messa in quarantena o ammessa negli spazi pubblici. L’applicazione è resa necessaria per i cittadini, in quanto devono accedervi per poter utilizzare servizi a pagamento come Alibaba’s Alipay, Ant’s wallet, ecc. 

Solo le persone a cui è stato assegnato un codice colore verde possono essere ammesse negli spazi pubblici dopo aver utilizzato il codice QR specifico nelle stazioni della metropolitana, negli uffici e in altri luoghi pubblici. 

Nuove tecnologie in campo: Drones

In alcune delle aree gravemente colpite dal coronavirus, luoghi in cui gli esseri umani erano a rischio di contrarre il virus, i droni sono una delle tecnologie venute in soccorso dell’uomo più rapidamente. I droni infatti potevano trasportare sia attrezzature mediche che campioni di pazienti, risparmiando tempo e aumentando la velocità delle consegne,  e minimizzando inoltre la contaminazione dei campioni.

I droni volavano anche con cartelli con codici QR che potevano essere scannerizzati per registrare le informazioni sanitarie. I droni agricoli spruzzavano disinfettanti nelle campagne. I droni alimentati con il riconoscimento facciale venivano anche utilizzati per trasmettere avvertimenti ai cittadini di non uscire dalle loro case e rimproverarli per non aver indossato maschere facciali.

Nuove tecnologie in campo: Big data e facial recognition

Questa crisi sanitaria ha visto il rapido sviluppo di nuove tecnologie, sfruttando anche conoscenze già esistenti come Big data e facial recognition. Poter accedere ad informazioni pubbliche ha portato alla creazione di cruscotti che monitorano continuamente il virus. Diverse organizzazioni stanno sviluppando dashboard che utilizzano Big Data. In tutte le principali città sono state installate strumenti di riconoscimento facciale e di rilevamento della temperatura a infrarossi. Aziende cinesi specializzate in AI come SenseTime e Hanwang Technology hanno affermato di aver creato una speciale tecnologia di riconoscimento facciale in grado di riconoscere accuratamente le persone anche se queste indossano le mascherine.

Nuove tecnologie in campo: Artificial intelligence

Baidu, il gigante cinese di internet, ha creato degli strumenti per schermare efficacemente le grandi popolazioni e un sistema a infrarossi alimentato con l’IA che può rilevare il cambiamento della temperatura corporea di una persona. Questa tecnologia è stata utilizzata nella stazione ferroviaria di Pechino di Qinghe per identificare i passeggeri potenzialmente infetti. Il sistema può esaminare fino a 200 persone in un minuto senza interrompere il flusso dei passeggeri.

Alibaba invece ha sviluppato uno strumento di diagnosi Coronavirus basato su Cloud che, secondo la società, è accurato al 96% e richiede meno di 20 secondi per funzionare. Lo strumento utilizza l’IA per rilevare le tracce del virus ed è stato già testato su oltre 5.000 pazienti.

Nuove tecnologie in campo: Autonomous vehicles

In un momento di grave scricchiolio del personale sanitario e di rischio legato a contatti interpersonali, i veicoli autonomi si stanno rivelando una delle tecnologie di maggior utilità per la consegna di beni di prima necessità come medicinali e generi alimentari. Apollo, la piattaforma di veicoli autonomi di Baidu, e Neolix, la startup autoguidata, hanno definito un accordo per consegnare rifornimenti e cibo a un grande ospedale di Pechino. 

Anche Idriverplus, un’azienda cinese che gestisce veicoli elettrici per la pulizia delle strade, fa parte della missione. I veicoli di punta dell’azienda vengono utilizzati per disinfettare gli ospedali.

Nuove tecnologie in campo: Mobile tracking/mass surveillance

Non si può dire che la Cina sia un paese che rispetta la privacy dei dati personali come diritto inalienabile. Per combattere efficacemente il virus, ha creato un massiccio sistema di sorveglianza. Il governo cinese sta raccogliendo i dati di localizzazione degli smartphone, le temperature corporee, la storia dei viaggi e altri dettagli in un database centralizzato, in cui i dati vengono analizzati utilizzando Big Data e Machine Learning.

In quasi tutti i centri di quarantena sono state installate migliaia di telecamere a circuito chiuso alimentate con il riconoscimento facciale e solo a coloro a cui è stato assegnato il codice colore verde è consentito guidare sulle strade. Per la raccolta dei dati viene utilizzata WeChat, la popolare applicazione di messaggistica istantanea che ha anche un portafoglio digitale.

Utilizzando questi dati, il governo può scoprire il numero di persone con cui una persona infetta è stata a stretto contatto e ordinare loro di auto-isolarsi. Ad esempio, se negli ultimi dieci giorni una persona infetta ha acquistato biscotti da un negozio di alimentari utilizzando i soldi di WeChat o AliPay, al cassiere del negozio che era in contatto con lui verrà ordinato di mettersi in quarantena.

Riflessioni conclusive

Se da un lato non si può negare che la gravità dello scenario attuale richieda queste misure, dall’altro è anche essenziale non calpestare completamente la privacy. La ramificazione di questi sistemi da parte di governi e multinazionali potrebbe essere minacciosa per la libertà dei cittadini e rendere la sorveglianza una nuova normalità, anche nelle istituzioni più democratiche.

Ciò che è preoccupante è che, una volta che gli Stati avranno il controllo di tutti i dati degli utenti, potranno consolidare un nuovo database semplicemente per il bene di un sistema di sorveglianza più intrusivo, o per la regolazione del comportamento. 

La minacciosa possibilità non finisce qui. La bio-sorveglianza potrebbe emergere come normale. La frequenza del polso, la pressione sanguigna e altri parametri biologici cambiano drasticamente a seconda che siamo felici, tristi o arrabbiati. Se qualcuno dovesse sapere cosa rende una persona allegra o cupa, può facilmente escogitare strategie di manipolazione.

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