FABIO REBECCHI, nuovo Mentor al Lean Startup Program, ci spiega quale, secondo lui, è la qualità principale di uno startupper di successo. 

Mancano pochissimi giorni all’inizio della quinta edizione del Lean Startup Program, il programma di pre accelerazione leader in Italia per sperimentare la metodologia Lean Startup applicando tool e strumenti tipici delle migliori startup della Silicon Valley ad un progetto concreto.

Quest’anno, il nostro “Dream Team” cresce accogliendo nuovi Mentor, tra cui FABIO REBECCHI, il quale ha voluto lasciarci un suo pensiero su qual’è una qualità imprescindibile che tutti gli startupper dovrebbero avere.

Leggere i trend del mercato e partire al momento giusto.

Uno startupper deve avere tantissime qualità, per esempio la tenacia nel portare avanti il proprio progetto, o l’umiltà nell’ascoltare le voci dei propri clienti, ma se dovessi scegliere la più indispensabile, quella che lo rende davvero diverso da un imprenditore tradizionale, allora ne citerei una soprattutto: la capacità di leggere i trend del mercato e di partire al momento giusto.

Il mercato è un compagno che ti passa la palla.

Il mercato infatti non è un avversario, qualcosa di ostile da conquistare, ma somiglia di più a un compagno che ti passa la palla: sta a noi leggere i suoi movimenti e scattare con il giusto tempismo. Ne troppo presto, per non finire in fuorigioco, e nemmeno troppo tardi, altrimenti perderemo l’appuntamento con il pallone.

L’esempio dei social network.

Per capire come tante startup di successo non siano state le prime, e nemmeno le ultime, a proporre un certo modello, e quanto i loro risultati siano stati legati alla giusta scelta del momento in cui investire in un determinato settore, guardiamo alla storia dei social networks.

Tralasciando fenomeni preistorici di socializzazione telematica come i Bulletin Board Systems (BBS), che hanno permesso a tanti nerd, incluso il sottoscritto, di entrare in contatto con i propri simili negli anni ’80 e ’90, vediamo che i due social media di maggior successo, Facebook (lancio universitario nel 2004 e pubblico nel 2006, più di 2 miliardi di utenti oggi) e Twitter (lancio nel 2006, 330 milioni di utenti oggi), sono stati preceduti da una lunga lista di servizi analoghi che permettevano, già ai loro tempi, di creare profili utente, invitare amici, navigare i profili degli amici e interagire sui gruppi.
Parliamo di Classmates (lancio nel 1995, 50 milioni di utenti raggiunti), SixDegrees (lancio nel 1997, 3 milioni di utenti raggiunti), Friendster (lancio nel 2002, 115 milioni di utenti raggiunti) e MySpace (lancio nel 2003, 75 milioni di utenti raggiunti).

Tutti questi servizi, e molti altri analoghi, hanno chiuso o sono rimasti ancorati a delle nicchie di utenti (musicisti, ex-studenti, gamers), mentre Facebook e Twitter sono arrivati dopo di loro e sono letteralmente esplosi, qual è la motivazione?

Il trend del tuo settore è indissolubilmente legato a molti altri.

Sicuramente il talento dei fondatori ha avuto il proprio peso, ma altrettanto peso va attribuito al momento in cui queste startup hanno deciso di investire nei social media e a come il trend di crescita dei social sia stato alimentato da altri trend e indissolubilmente legato a loro, tanto per citarne qualcuno:

  1. La massificazione del fenomeno internet, con una popolazione di utenti connessi che contava solo 16 milioni nel 1995 (lancio Classmates), 70 milioni nel 1997 (lancio SixDegrees), 500 milioni nel 2002 (lancio Friendster), 700 milioni nel 2003 (lancio MySpace), ma che è passata da 1 miliardo a 4 miliardi dal 2006 (lancio pubblico di Facebook e Twitter) ad oggi, triplicando il rateo di crescita rispetto ai dieci anni precedenti e stravolgendo il profilo degli utenti internet, da addetti ai lavori a mainstream;
  2. L’incremento esponenziale della velocità di connessione a livello mondiale, che ha permesso negli ultimi dieci anni di condividere con sempre maggiore facilità foto, musica, video e streaming;
  3. L’affermazione degli smartphone come dispositivi non solo di lavoro ma di intrattenimento e tempo libero (il form-shift, ovvero il passaggio da tastiera a touch screen capacitivo, avviene nel 2007);
  4. La diffusione delle Application Programming Interfaces, nate nel 2002 e esplose negli anni successivi, che hanno permesso la fioritura di applicazioni sviluppate da terze parti per Facebook e Twitter;
  5. La crescente sfiducia nella popolazione, successivamente all’11 Settembre 2001, nei mezzi di informazione istituzionali, e la necessità di cercare e condividere informazioni alternative e “dal basso”;
  6. L’affermazione massiccia delle strategie di marketing mirato (one-to-one), e il conseguente interesse dei produttori nei confronti della capacità dei social network di profilare accuratamente gli utenti per preferenze e comportamenti;

L’elenco riportato, sicuramente non esaustivo, fa capire come dal 2006 in poi l’ascesa dei social media sia stata indissolubilmente legata ad altri trend di tipo infrastrutturale, tecnologico, sociale, culturale ed economico, che i loro predecessori non avevano potuto sfruttare perché erano semplicemente partiti troppo presto, e che il loro più importante successore, Google+, non ha saputo interpretare al meglio, almeno non quanto sarebbe stato necessario per recuperare il ritardo accumulato.

Come leggere i trend del futuro.

Leggere i trend del futuro non è semplice, l’ideale sarebbe capire quale settore esploderà nei prossimi 6/12 mesi e investirci sopra per trovarsi pronti nel momento in cui si potrà cavalcarne l’onda.

Ovviamente non c’è una ricetta magica, ma il consiglio che mi sento di dare è quello di leggere il più possibile, per esempio i report sui tech trends che vengono compilati ogni anno dalle grandi multinazionali o dai venture capitals, e fare rete con persone curiose e attente a questi fenomeni con cui possiamo confrontarci e da cui possiamo imparare.

Da non sottovalutare sono una serie di tool che possono farci capire le dimensioni e l’andamento di un certo mercato, come per esempio:

Statista, per capire andamenti e numeri di ogni settore: https://www.statista.com/

Amazon Best Sellers, per avere un’idea delle dimensioni di un mercato: amazon.com/Best-Sellers/zgbs

Google Trends, per sapere cosa cercano gli utenti: trends.google.com/trends

Facebook Ad tool, per capire quanti utenti sono interessati a un argomento: facebook.com

Brevi cenni sulla storia di Fabio.

Nato a Roma nel 1976, l’anno della Apple, dello Space Shuttle, del Concorde ma anche del primo Rocky.

Ha scritto il suo primo programma a otto anni su una calcolatrice scientifica Texas Instrument, e a nove ha creato la sua prima avventura grafica e il mio primo spara e fuggi sul Commodore 64.

Ha studiato fisica e poi chimica all’università, e ora sta facendo un MBA sul tema dell’innovazione tecnologica. Spera di poter continuare a studiare e imparare cose nuove fino all’ultimo giorno della sua vita.

Lavora nell’ICT da 20 anni, e da 15 è imprenditore, nel campo dell’intelligenza artificiale, della formazione online e dell’innovazione digitale in generale.

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Se hai un’idea che ritieni vincente e vorresti creare una startup iscriviti al Lean Startup Program, un percorso di tre mesi che ti porta a validare la tua idea e a trasformarla in un’azienda vincente grazie alle stesse metodologie che hanno portato al successo Uber, Airbnb e molte altre startup in Silicon Valley.

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